Articolo

Estratto dell’intervento del 27 e 28 aprile 2022 in Firenze e Napoli di Steven Sprague Presidente della British Chamber of Commerce for Italy e Chair del Comitato Brexit della Camera

ssprague@castaldipartners.com

Palermo, 15 Luglio 2022

Una panoramica

Il primo gennaio 2021 il Regno Unito esce ufficialmente dall’Unione Europea diventando così un paese terzo.

Qualche giorno prima, ovvero il 24 dicembre 2020, è stato firmato l’accordo di scambio e cooperazione (Trade and Cooperation Agreement) per scongiurare la minaccia di ingenti dazi per la maggior parte dei beni ed obbligando le parti a rispettare gli standards correnti per quanto concerne ambiente, criteri sociali giuslavoristici e trasparenza fiscale.

Insomma, per farla breve, la burocrazia è decisamente aumentata e tanti aspetti sono ancora poco chiari. Ad esempio, il nodo della diversidicazione tra VAT ed IVA rimane ancora molto complesso ed estende le tempistiche per I pagamenti, causando ritardi. Un problema, quello dei ritardi, che danneggia gravemente la commercializzazione di beni deperibili (c.d. “just-in-time”).

 

Circolazione delle merci

Cosa serve dal 1 gennaio 2022:

  • Pre-notifica per l’importazione di beni sanitari e fitosanitari
  • Dichiarazioni per tutti i prodotti importati

 

dal 1 luglio 2022:

  • Introduzione di certificati sanitari e fitosanitari
  • Controlli fisici frontalieri ai beni sanitari e fitosanitari
  • Dichiarazione di sicurezza

 

A partire dal primo gennaio 2023, inoltre, verrà reintrodotta la diversificazione dei marchi per identificare il paese di origine, CE/UKCA/UKNI saranno I tre principali e questo comporterà un aumento delle tempistiche di approvazione per I prodotti provenienti dai paesi dell’Unione Europea. Fino al primo gennaio 2024 sarà possibile applicare un’etichetta sul prodotto o la sua documentazione. Dal primo gennaio 2024, invece, alcuni prodotti potranno essere auto-dichiarati conformi, altri richiederanno certificazione di terza parte. In quell caso,il fabbricante dovrá applicare la marcatura UKCA sul prodotto, l’imballaggio o sulla documentazione di accompagnamento.

 

Circolazione delle persone

La Brexit ha “portato via” dal Regno Unito un’intera classe di lavoratori (personale di sala, middle management, executives) colpiti dall’impatto della Brexit e della regolamentazione di visti, sponsorship, e permessi. Ciò, ça va sans dire, sta comportando una grave mancanza di personale in diversi settori in UK, ma soprattutto il rischio che alcune competenze acquisite fuori dal Regno Unito non vengano più riconosciute all’interno del paese. Ad esempio, un Master of Business Administration potrebbe non avere la stessa validità se non acquisitor nel sistema d’istruzione Britannico.

 

Quale futuro aspettarsi

 

Gli scenari sono infiniti e rimane certo che da adesso il posizionamento geo-politico del Regno Unito si muove verso Indo-Pacifico e America, rafforzando I legami anche con il Middle-East.

Si potrebbe immaginare uno scenario in cui la Gran Bretagna diventi un punto di riferimento per la distribuzione del commercio europeo verso il resto del mondo (attraverso I cosidetti “freeport”), ma rimangono ancora poco chiare tematiche quali equivalenza finanziaria, la Convenzione di Lugano, le qualificazioni professionali, e sopratutto le procedure sancite dall EURATOM.

 

Le reazioni degli altri paesi

Notizia dalla Germania (Reuters):

Il Regno Unito non è più tra i 10 partner commerciali più importanti per la Germania per la prima volta dal 1950.

Per il Regno Unito l’Italia rappresenta il nono mercato per export ed il settimo per import.

Dopo la Brexit è aumentato l’import dello 0.2% mentre l’export è diminuito del 5.2% di cui 65% in beni e 35% servizi.

Nel 2021 il Regno Unito, per la prima volta, ha importato più merci dal resto del mondo che dall’UE. La motivazione per questo non è del tutto chiara, ma un punto non indifferente è sicuramente la complessità delle “non tariff barriers” create dalla ASC.

Il beneficiario di questo cambio è la Cina, che per la prima volta ha superato la Germania come il maggior esportatore verso il Regno Unito.

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A cura di

Davide Spinnato, MBA – Dubai, United Arab Emirates

Laureato cum Laude in Relazioni Internazionali e Master of Business Administration a Dubai, UAE. Davide Spinnato è un freelance consultant specializzato in corporate and business strategy per imprenditori e C-level di aziende che operano nel Regno Unito, in Italia, nei Paesi Bassi, in Giappone, negli Emirati Arabi Uniti, e negli Stati Uniti d’America.

Il Dott. Spinnato è partner dello studio notarile Russo-Citrolo-La Rosa.

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